Trambusto in casa

Lavoro come supervisore in una fabbrica che produce dolci, quindi capita che a volte sia costretta a fare il turno più duro, quello che parte dalle 20:00 e che finisce alle 4:00 del mattino. Significa, sostanzialmente, sballarsi completamente gli orari del sonno, della fame e della sopravvivenza in generale, significa desiderare solo e soltanto di poter dormire come se non ci fosse un domani, quando si riesce, finalmente, a tornare a casa e vedere il proprio letto in lontananza.

Stamani, tornata a casa dal lavoro, sono letteralmente morta nel letto con l’unico obiettivo di dormire fin tanto che potevo. Solo che i miei genitori si erano scordati dirmi che dovevano venire a montarci la stufa a pellet Ravelli che hanno voluto comprare per risparmiare un po’ sulla bolletta, e quindi alle 9 di mattina ero già con gli occhi spalancati nel letto, credendo che fuori ci fosse la guerra.

Erano i tizi dell’azienda che aveva mandato due tecnici a montare tutto quanto, e siccome la nostra casa è piuttosto piccola, se qualcuno fa un rumore – o meglio un trambusto – così epico anche solo all’ingresso, a me sembra di averlo sul letto. Sono uscita dalla mia stanza col pigiama imbarazzante con un gatto che dice meow tramite un fumetto ricamato, con lo sguardo di un pesce lesso e la furia in corpo di chi non può dormire quanto e come vuole. Non sapevo ci fossero degli estranei in casa, quando li ho visti era troppo tardi: io avevo visto loro, loro avevano visto me. Ho fatto finta di nulla, dando il buongiorno come se nulla fosse, ma ho preso la palla al balzo per guardare i miei genitori con gli occhi della furia infernale, con un perché non me lo avete detto prima sottinteso, ma secondo me molto visibile.

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