La storia del adesivo per pacchi ed il suo utilizzo

Il nastro adesivo, quello che si usa per imballare i pacchi, in particolare le scatole di cartone, e per attaccare qualsivoglia oggetto, ha una abbastanza lunga: nasce infatti negli Stati Uniti d’America quasi 100 anni fa, intorno agli anni ’20 del secolo scorso.

Il motivo dell’origine è alquanto curioso: l’inventore, un certo Richard Drew, ideò il nastro adesivo in seguito alla necessità di avere tra le mani un prodotto che, nella fase di verniciatura di quelle che all’epoca erano le primissime automobili, consentisse il “lusso” di inciampare in errori dovuti all’assenza di un bordo che dividesse adeguatamente le varie sezioni del mezzo e permettesse in questo modo di non dover ricominciare daccapo l’opera.

Nacque così il nastro adesivo (verrà battezzato con questo nome nel 1930), un semplicissimo ma geniale oggetto, costituito da una parte adesiva che si attacca a qualsiasi superficie e divenuto negli anni indispensabile.

Il nastro adesivo per pacchi oggi lo conosciamo meglio come Scotch; ma perché si chiama così? La “colpa” sarebbe degli scozzesi: la fabbrica che lo produceva all’inizio della sua storia, la 3M, la medesima in cui lavorava il suo creatore, pare che per risparmiare usasse mettere poca colla sulla parte adesiva del nastro, col risultato che i primi nastri adesivi non riuscivano ad attaccarsi bene alle superfici; in seguito al ripetersi di questi inconvenienti, l’azienda venne accusata di essere “scozzese” (alludendo alla famosa tirchieria di quel popolo). Da qui la genesi del nome “scotch”.

L’utilizzo del nastro adesivo nei tempi moderni

Oggi, lo scotch viene usato praticamente in ogni settore, in ufficio così come a casa, e in special modo per gli imballaggi. L’industria propone tantissimi tipi di nastro adesivo: può essere realizzato in plastica (più resistente) o in carta (per usi più leggeri e temporanei) e la parte adesiva (originariamente confezionata con colla da falegname e glicerina, oggi con gomma naturale, sostanze acriliche o colla hot melt) può essere applicata su un solo lato con l’altra faccia coperta da una pellicola o su entrambi (in questo caso si parla di nastro bi-adesivo).

I diversi tipi di nastro adesivo

In commercio ci sono molti tipi di nastro adesivo che si possono acquistare anche on line. Ecco quali sono: nastri adesivi adatti all’imballaggio principalmente utilizzati per chiudere scatole di cartone e realizzati in plastica color marrone chiaro con larghezza pari a circa 50 mm; nastri da parete, in genere di carta e adoperato temporaneamente per coprire ad esempio parti di muro che non devono essere verniciate; scotch in plastica trasparente di dimensioni molto più piccole, tra i 10 e i 19 mm, e destinato soprattutto ad un utilizzo domestico, a scuola o in ufficio; nastro adesivo isolante di plastica di un certo spessore, adoperato ad esempio dagli elettricisti per unire o isolare i fili delle prese elettriche; nastri adesivi aziendali personalizzati con testi o disegni per fini promozionali, specialmente per imballare pacchi da spedire o confezioni regalo.

Per gli imballaggi delle scatole di cartone il nastro adesivo più giusto da scegliere è quello in PVC “polivinilcloruro”; ha infatti uno spessore maggiore rispetto ai nastri fabbricati in un altro materiale, il PP “propilene”: al pari di quest’ultimo ha infatti anch’esso la parte adesiva realizzata con gomma naturale (molto appiccicosa), ma, pur essendo più costoso, rende molto meglio perché lo si taglia facilmente anche solo con le mani, è meno rumoroso quando lo si srotola ed è molto rigido e resistente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *